La scelta della prima arma: come fare

La scelta della prima arma: come fare

Il conseguimento del porto d’armi presume l’utilizzo e la scelta di un’arma. Per non trovarsi nell’imbarazzo di non sapere quale arma acquistare e soprattutto un’arma idonea allo scopo che si è dichiarato, è bene pensarci in tempo e informarsi bene. La prima arma – da usare rigorosamente nei poligoni – presuppone una scelta oculata soprattutto agli inizi quando si ha poca pratica e conoscenza. Ci si può far aiutare dallo stesso armiere o informarsi presso il poligono di tiro dove ci si esercita (i poligoni a Roma, per esempio, offrono questa opportunità di “consulenza”).

Come scegliere la prima arma

Nel valutare quale sia l’arma più adatta a sé, la prima cosa da considerare è lo scopo dell’arma:

  • Pratica sportiva;

  • Difesa personale;

  • Uso militare.

Magari si resta affascinati da un’arma esposta in vetrina che, però, non è idonea agli obiettivi prefissi. Ridurre il campo di impiego aiuta a fare ricerche più approfondite e specifiche perché spesso un’arma a uso militare non è adatta per il tiro mirato, così come una pistola a scatto leggero e canna match grade non è adatta alla difesa personale o della proprietà privata.

Quindi, il secondo passo è raccogliere quante più informazioni possibili sulla materia, attraverso le riviste di settore, i tutorial, chiedere il parere degli esperti sapendo che ogni arma ha pregi e difetti e che non esistono armi “perfette” e soprattutto ogni arma ha bisogno di una specifica manutenzione che bisogna conoscere e saper fare per evitare incidenti nelle fasi di pulitura.

Per togliere ogni dubbio, l’ideale sarebbe poter provare un’arma prima dell’acquisto. Le armi si possono provare prendendole a noleggio presso i poligoni o presso le armerie. È importante prendere almeno in mano l’arma che si vuole acquistare per capire se è adatta alle proporzioni delle proprie mani, se è sicura da impugnare; spesso l’arma che si è scelta attraverso una rivista o che sulla carta risulta idonea, all’atto pratico è deludente.

In commercio di sono armi costosissime e altre più “commerciali” e accessibili, cosa le rende differenti a parità di caratteristiche? La scelta della prima arma è come la scelta dell’automobile, un neopatentato non può guidare una fuoriserie per quanto sia prestante e performante nonché costosa, così un neopatentato d’armi non può ambire subito a una calibro .500 Smith & Wesson; il rischio è di farsi male o nella migliore delle ipotesi non saperne apprezzare le caratteristiche, né utilizzarla al massimo. È più saggio cominciare con i piccoli calibri come una .22 o un 9X21, si tratta di armi facili da gestire, “scolastiche” perché adatte per imparare a sparare bene e non sono costose.

Quanto costa un’arma?

Rimanendo sulla metafora automobilistica, ci si può imbattere nel dilemma: nuovo o usato? Per quanto riguarda le armi, è meglio spendere qualcosa in più, ma optare per un’arma nuova, semplicemente perché con le armi non si scherza mai e perché sul mercato ci si può imbattere in armi – cosiddette – ex ordinanza che richiede un’esperienza e una conoscenza delle armi da esperti. Molte sono le caratteristiche che influenzano il prezzo: produttore, nazionalità, anno di fabbricazione, presenza di elementi speciali o rari, condizioni di conservazione (nel caso dell’usato).

Da non sottovalutare nella scelta della prima arma, il costo delle munizioni: è facile imbattersi nell’arma idonea e a basso prezzo, ma che utilizza munizioni costose. Per imparare a sparare bene e con sicurezza occorre esercitarsi molto nei poligoni, si diventa buoni tiratori solo con la pratica e, quindi, con l’uso di molte munizioni: un’arma super accessoriata, automatica non può mai sostituire ore di allenamento nel poligono.

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